Stregata da un hibiscus rosso : Undici Minuti
sabato 4 ottobre 2008


L'immagine di quel fiore rosso sulle lenzuole bianche fu una delle prime cose che notai nel verde divano del mio salone: mi suggeriva l'idea di un innocenza violata. Come al solito mia sorella aveva portato un libro da Agrigento, la sua città universitaria.

Era di Paulo Coelho, un autore che in quel periodo io, Leda e i tre quarti del mondo leggevamo, molto gettonato insomma.

Il titolo era in rosso vivo : Undici minuti.

Ho dovuto attendere almeno metà libro per capire realmente a cosa si riferisse quel titolo e cosa volesse realmente comunicare Paulo Coelho attraverso questa storia.

Un libro che dall'esordio può sembrare più una favola, una storiella... ma sebben l'inizio sia "C'era una volta" la parola che segue è "una prostituta", un termine privo dei clichè romantici delle favole, un termine crudo, scomodo, adulto.

Questa riflessione, fatta dall'autore stesso, interrompe la storia dall'inizio e Coelho giustifica quell'inizio svelandoci la fine : è una storia a lieto fine, come in ogni fiaba che si rispetti.

Maria, una giovane e bella brasiliana, sceglie di fare la prostituta : sceglie di farlo per accostarsi a qualcosa che in fondo non ha mai capito.. se stessa. La sua scelta esprime la ribellione al suo poco coraggio, ai suoi castelli in aria , alla monotonia di una vita già vissuta, logora, ai soliti romanticismi.

E paga ogni giorno il prezzo di questa scelta, paga con la sola moneta che possiede, prova su se stessa lo squallore di una vita senza sentimenti ed emozioni... emozioni che tanto nasconde, non capisce ma che poi ricerca..

Maria legge molto, prende in prestito dei libri dalla biblioteca di Ginevra e studia il sesso e le dinamiche per capire come concedere ( ma sopratutto concedersi) l'unico piacere ...ma si convince che il tutto dura solo 11 minuti. E 350 franchi solo per 11 minuti non sono pochi e un giorno, pensa, basteranno per tornare in Brasile e vivere agiatamente... Tutto questo fino all'incontro con Ralf, un giovane artista che riesce a guardarla in modo diverso, un uomo in cerca di risposte, le stesse che cerca Maria.

I loro corpi si respingono ma le loro anime si cercano, danzando tra i loro reciproci dubbi e bucando le corazze che entrambi si sono costruti.

Quando Maria lascia finalmente che la realtà, nella sua totale perfezione, prenda il sopravvento arriva il lieto fine, quello che lei ha sempre creduto fosse solo nei film, prima dei titoli di coda che scorrono sul nero schermo.


Se leggiamo oltre le righe ci rendiamo conto che il fulcro della storia è la ricerca della vera differenza tra sesso e amore.
Da mera soddisfazione di un piacere, quasi un atto animalesco esso può tendere a un unione che si può definire sacra, quasi rituale, un unione di anime oltre che di carni.

Un argomento abbastanza spinoso, a cui un autore filosofo come Coelhosi accosta con umiltà e curiosità, mettendosi più volte sul piano del lettore.
La scabrosità del tema e il senso della storia non proprio immediato è probabilmente il motivo per cui non tutti i suoi lettori hanno apprezzato questo romanzo.

Io dal canto mio lo consiglio - e l'ho consigliato - perchè aiuta a riflettere in modo serio e profondo oltre che sul tema e sulla storia, anche sul nostro essere donna, con tutte le nostre sfaccettature, la forza e il desiderio di cercare la favola che, nonostante tutto, ci accompagna tutta la vita.


L'introduzione è l'Inno a Iside, un bellissimo frammento del III sec che recita così:


Perchè io sono la prima e l'ultima,

Io sono la venerata e la disprezzata,

Io sono la prostituta e la santa,Io sono la sposa e la vergine,

Io sono la mamma e la figlia,Io sono le braccia di mia madre,

Io sono la sterile eppure sono numerosi i miei figli,

Io sono la donna sposata e la nubile,

Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato,

Io sono la consolazione dei dolori del parto,

Io sono la sposa e lo sposo,E fu il mio uomo che mi creò,

Io sono la madre di mio padre,

Io sono la sorella di mio marito,

Ed egli è il mio figlio respinto.

Rispettami sempre,Poichè io sono la scandalosa e la magnifica.


Inno a Iside, sec III o IV, ritrovato a Nag Hammadi
 
posted by Cristina Pace at 20:26 | Permalink


3 Comments:


At 10 ottobre 2008 alle ore 16:42, Blogger Anna Maria

Ciao Cristina, non ho mai letto niente di Coelho, da quanto scrivi vedo che ti è davvero piaciuto e interessato. Ho letto diversi pareri discordanti, non so prima o poi mi sa che me ne farò uno tutto mio.
Baci :)

 

At 10 ottobre 2008 alle ore 18:28, Blogger dawoR***

Un Sorriso :) dawoR***

 

At 13 ottobre 2008 alle ore 15:57, Anonymous Anonimo

ma sto dawor è troppo strano...un pò satanista, un pò cannibale...bah. complimenti per il post